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Dalla Grotta Verde al Matilda a Marina è sempre "movida"!

Dancing Grotta VerdeI “beach parties” dei giovani di oggi, le feste a tema, le Disco più “cult”, vengono da lontano..
Era l’immediato secondo dopoguerra, tornava la fiducia, la volontà di ricominciare a vivere, costruire. Fu così che nel 1946 Marina si presentò notevolmente migliorata grazie alla costruzione del nuovo faro, di una chiesetta in legno, stabilimenti balneari, di un nuovo albergo e soprattutto grazie all’apertura del “Dancing Grotta Verde”, che divenne il ritrovo alla moda in grado di qualificare la località.
Fu una giovane donna di nome Paola Toni, per tutti “Paolina”, che da Bagnacavallo si trasferì definitivamente a Marina in seguito al matrimonio contratto con un abitante del posto, a ricavare il locale da ballo all’aperto, immerso nel verde dei pini nell’ampio giardino di una villa in stile liberty, che incontrò immediatamente il favore degli ospiti e dei residenti. Era forte il desiderio di assaporare il piacere di piccole occasioni di divertimento e di svago. Fu proprio questa la formula che accompagnò il successo del nuovo ritrovo. Nei rari accenni riservati dai giornali dell’epoca alle attività turistico-balneari, un primo riscontro si riferisce alla “grande veglia degli artisti” che si tenne alla Grotta Verde nella serata di ferragosto del 1947, e un altro, dell’anno successivo, dedicato alla “vita gaia e spensierata” delle estati a Marina di Ravenna.L’inviato speciale del giornale riferiva che “… fin dalle prime ore del giorno la località è invasa dalla folla dei bagnanti domenicali. E’ folla di braccianti, di operai, di contadini, di impiegati, di sartine e di bimbi. Arrivano in bicicletta o anche a piedi…”. Aggiungeva inoltre che “… per quanti vogliono “perdersi” esiste la Grotta Verde, una specie di ballo popolare con un certo ché di esotico, una specie di ‘Sciangai’ ridottissimo ed addobbato con certi festoni di carta svolazzanti…”, concludendo che “ anche qui c’è aria di casa, di famiglia, di semplice e sana voglia di divertirsi”.
Negli anni ’60, Marina nel suo periodo più felice, la gestione della Grotta Verde, frequentatissima in ogni sera d’estate, passò all’imolese Dante Rivola, un ex ciclista professionista noto per essere stato un fido gregario di Gino Bartali. Iniziò così una nuova epoca per il locale. Rivola, con la stretta collaborazione della moglie Wanda e soprattutto con l’aiuto del direttore artistico Franco Zanon, incrementò l’attività del dancing con le prime feste a tema, con l’ingaggio delle migliori orchestre, dei cantanti e cabarettisti più in voga, quali Ornella Vanoni, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Sergio Endrigo, Gianni Morandi, Fred Bongusto, Bobby Solo, I Nomadi, Iva Zanicchi, Giorgio Gaber, Caterina Caselli, Mia Martini, Gino Bramieri, Peppino di Capri e altri ancora.
Le feste cominciavano alle nove di sera e terminavano non oltre l’una di notte…altri tempi! Si pagava un biglietto all’ingresso, dove la signora Wanda sapeva accogliere tutti con grande calore e cortesia. Il maestro Franco Zanon accompagnava gli ospiti ai tavoli prenotati, in attesa di prendere la parola per presentare la serata e gli artisti oltre che intrattenere i clienti con la sua capacità di animatore. La musica non era certo assordante e il pubblico, oltre che ballare, amava trattenersi a conversare seduto ai tavolini sparsi tra i pini, sorseggiando in quantità misurate spumante o cocktail, secondo la moda del momento. Alla Grotta Verde si andava anche per la “conquista delle turiste” italiane o straniere. Era quello, infatti, il luogo preferito dai “vitelloni” del paese alla ricerca dell’avventura galante, ed è facile pensare che molti amori estivi - ma non solo – siano sbocciati grazie all’atmosfera incantata e romantica di un simile locale, un vero “amarcord”…in una magica atmosfera “felliniana”. Le nuove mode nel divertimento, prodotte dal trascorrere del tempo, sembravano non intaccare i personaggi e l’atmosfera “magica” della Grotta Verde, che restavano immutati, come se lì il tempo si fosse fermato sotto quei pini. Ma con gli anni ’90 iniziò l’inevitabile lento declino. Il maestro Zanon lasciò la direzione e la famiglia Rivola tornò a risiedere a Imola. Solo Dante, con alcuni collaboratori, non rinunciò alla gestione della Grotta Verde, resistendo tenacemente fino alla stagione estiva del 1996.
Nel Matilda1997, la conduzione venne assunta da una società di giovani ravennati che trasformò il dancing in discoteca. Si trattò di un cambiamento radicale, che i nuovi gestori impostarono seguendo le nuove tendenze, a partire dalla sostituzione del nome con quello più innovativo de “I Vitelloni”, in seguito modificato nell’attuale “Matilda”. Nel frattempo sono scomparsi, dapprima Dante nel 2000, poi la stessa Paolina, nel 2001 all’età di 95 anni. Oggi dalle nuove generazioni Marina è riconosciuta con i suoi locali, i suoi eventi una delle località più alla moda, in Italia, la Grotta Verde però, anche se sotto insegne diverse, è sopravvissuta a questi personaggi che hanno legato la propria esistenza alla storia di un ritrovo (e anche del paese) unico nel suo genere, rimasto ricordo indelebile nei cuori dei suoi tanti frequentatori, la “movida!” a Marina è una storia che continua.

(a cura di Pericle Stoppa)



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